Una storia di passione — da Merlin all'App Store. Quarant'anni di informatica, raccontati con semplicità.
Il mio primo oggetto elettronico non aveva nemmeno uno schermo: era Merlin, un giocattolo con lucine rosse. Passavo ore a capire come funzionava, a riprodurre le sequenze.
«Non era solo un giocattolo — era già l'inizio di qualcosa.»
Un Natale, mia madre mi regala l'Atari VCS 2600. Un solo problema: nessuna televisione funzionante in casa. Così recupero una TV rotta dai vicini, la apro… e la riparo. Pole Position, Crystal Castles, Kangaroo — tutto diventa possibile.
«Ho capito che si potevano capire le cose, ripararle, creare.»
Il mio padrino, che lavorava in una banca internazionale, mi porta dal Giappone un Nintendo Game & Watch (il gioco «Fire», che usavo anche come sveglia per la scuola) e un orologio calcolatrice Casio in cui ogni tasto suonava una nota musicale.
«Per un ragazzino degli anni '80, era fantascienza al polso.»
Un vicino possiede uno ZX81. Che shock. «Un giorno avrò un computer.» Per il mio compleanno ricevo l'Atari 800XL: ricopio righe e righe di BASIC. All'inizio senza registratore a cassette — spegnendo la macchina spariva tutto!
«Quando il programma finalmente partiva, era una piccola vittoria.»
Il mio primo lavoretto estivo finanzia un Amstrad CPC 464, poi arriva il CPC 6128 con i suoi dischetti da 3 pollici. Si programma, si scambiano cassette tra amici, si scopre. Con la mia prima stampante ad aghi, il mio primissimo messaggio stampato: «Ti voglio bene mamma».
«Era più di un testo su carta — era qualcosa di tangibile.»
Mia madre mi propone: videoregistratore o computer? Sarà l'Amiga 500, poi l'Amiga 2000 comprato lavorando sodo. Con il gruppo QUARTZ (Diego Fernandez, Sylvain Keygnart, François Mouret) creiamo demo che spingono la macchina al limite — fino a digitalizzare immagini con la videocamera e filtri rosso, verde e blu.
«Ora non mi limito più a giocare. Creo.»
Un annuncio: «Se vi piace giocare, venite con noi.» Colloquio in cabina, su un NES. Assunto da Nintendo France: hotline, negozi, fiere. Zelda, Mario, il Game Boy e Tetris — e le stelle negli occhi della gente.
«Sono esattamente dove devo essere.»
La rivista Joystick & Joypad su Minitel, poi il leggendario editore Ocean Software — da cui viene il mio pseudonimo «Alocean». Poi Canal+ Multimédia: con il nome di «Mister Teknik» divento WEB-J su canalplus.fr, filmato in diretta dal web-studio per rispondere alle domande degli internauti.
«Prima di Twitch, prima di YouTube… c'era canalplus.fr. L'antenato degli YouTuber e degli streamer.»
Poi creo la mia società, Ordixpress, e passo per l'ingegneria da Systra. Le svolte della vita, fino alla Svizzera.
In Alta Savoia creo siti per un parrucchiere, per un amico che avvia la sua impresa. In Svizzera, una pausa dall'informatica — ma non una fine. In proprio, faccio assistenza informatica e formazione per le persone anziane: trasmettere, rassicurare, rendere la tecnologia accessibile.
«Non ho mai davvero abbandonato il codice.»
Da cinque anni accompagno persone con disabilità alla Fondazione Les Perce-Neige, nel canton Neuchâtel. Un mestiere del cuore, che ispira direttamente le mie app: 🌈 Pictovista, 🌾 Koilia, 📖 BookVista… pensate per l'accessibilità e l'inclusione, e pubblicate su App Store e Google Play.
«Dal ragazzino che riparava una TV e ricopiava programmi sull'Atari… al creatore che pubblica le sue app sugli store. Il cerchio si chiude.»
Nintendo, PlayStation, emulatori: non ho mai smesso di giocare. È una parte di me, da sempre. E so che da qualche parte… capisci esattamente cosa significa. ☺️